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Organismo Provinciale di Coordinamento (OPC)

Atti Istituzionali

Documenti collegatiAzioni
Regolamento_OPCScarica
DGRV n. 136 del 22/07/2009Scarica
DGRV n. 4182 del 30/12/2008Scarica

Progetti a sostegno delle Imprese e dei Lavoratori

PRESENTAZIONE
L’art. 13 del D.Lgs 81/08 al comma 6 prevede che gli introiti delle sanzioni in materia di sicurezza sul lavoro elevate dagli SPISAL, ai sensi dell’art. 21 del D.Lgs 758/94, vadano ad integrare l’apposito capitolo regionale per finanziare le attività di prevenzione nei luoghi di lavoro svolte dai servizi di vigilanza dei dipartimenti di prevenzione delle ULSS.

Sulla base di tale indicazione, la Regione Veneto con la legge 43 del 2012 ha istituito lo specifico capitolo si spesa finalizzato a finanziare le attività prevenzione nei luoghi di lavoro e ha stabilito che “l’importo introitato viene annualmente attribuito a ciascuna azienda ULSS in proporzione alle somme derivate dall’applicazione da parte dei rispettivi servizi SPISAL dell’art. 21 del D.Lgs 758/94 e 301-bis del D.Lgs. 81/08. Tale importo è finalizzato, per la quota di un terzo, alla realizzazione di progetti formativi in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, per la quota di un terzo, a garantire il raggiungimento dei livelli essenziali ed assistenziali previsti dalla normativa vigente in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e, per la quota di un terzo, alla realizzazione di progetti di sostegno alle imprese e ai lavoratori in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, in conformità alle linee di indirizzo del Comitato di Coordinamento Regionale di cui all’art. 7 del D.Lgs 81/08 istituito con DGRV n. 4182/2008.”

I primi di tali finanziamenti sono stati erogati nel 2016 e l’Organismo di Coordinamento per la Prevenzione e Vigilanza della provincia di Belluno ha approvato i 4 progetti proposti dalle associazioni imprenditoriali, ritenendoli coerenti alle esigenze del territorio. I progetti sono stati realizzati entro i tempi stabiliti dalla Regione (giugno 2017).

Successivamente, nel 2018, sono stati erogati altri finanziamenti, e anche in questa occasione l’Organismo di Coordinamento per la Prevenzione e Vigilanza della provincia di Belluno ha approvato i progetti ritenuti più interessanti per il territorio locale. I progetti sono stati avviati e termineranno entro dicembre 2020.

Documenti collegatiAzioni
APPIA SERVIZI - INDAGINI MACCHINE ED ATTREZZATURE ANTE D.P.R. 459/96Scarica
C.F.S. BELLUNO PROGETTO SAFETY COACH SCHOOLScarica
CATA - PROPOSTA DI PROGETTO PER L'ASSISTENZA ALLE AZIENDE DEL COMPARTO MANIFATTURIERO NEL PROCESSO DI AUTOVALUTAZIONE DELLA SICUREZZA DENOMINATO DALLA IN-SICUREZZA ALLA SI-CUREZZAScarica
ReSiS BELLUNO - DAL MONDO DELLA SCUOLA AL MONDO DEL LAVORO: BUONE PRATICHE PER IL LAVORO SICURO PROPOSTE DAGLI STUDENTIScarica
VERBALE 22 MAGGIO 2018Scarica

PRESENTAZIONE

L’art. 13 del D.Lgs 81/08 al comma 6 prevede che gli introiti delle sanzioni in materia di sicurezza sul lavoro elevate dagli SPISAL, ai sensi dell’art. 21 del D.Lgs 758/94, vadano ad integrare l’apposito capitolo regionale per finanziare le attività di prevenzione nei luoghi di lavoro svolte dai servizi di vigilanza dei dipartimenti di prevenzione delle ULSS.

Sulla base di tale indicazione, la Regione Veneto con la legge 43 del 2012 ha istituito lo specifico capitolo si spesa finalizzato a finanziare le attività prevenzione nei luoghi di lavoro e ha stabilito che “l’importo introitato viene annualmente attribuito a ciascuna azienda ULSS in proporzione alle somme derivate dall’applicazione da parte dei rispettivi servizi SPISAL dell’art. 21 del D.Lgs 758/94 e 301-bis del D.Lgs. 81/08. Tale importo è finalizzato, per la quota di un terzo, alla realizzazione di progetti formativi in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, per la quota di un terzo, a garantire il raggiungimento dei livelli essenziali ed assistenziali previsti dalla normativa vigente in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e, per la quota di un terzo, alla realizzazione di progetti di sostegno alle imprese e ai lavoratori in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, in conformità alle linee di indirizzo del Comitato di Coordinamento Regionale di cui all’art. 7 del D.Lgs 81/08 istituito con DGRV n. 4182/2008.”

I primi di tali finanziamenti sono stati erogati nel 2016 e l’Organismo di Coordinamento per la Prevenzione e Vigilanza della provincia di Belluno ha approvato i 4 progetti proposti dalle associazioni imprenditoriali, ritenendoli coerenti alle esigenze del territorio. I progetti sono stati realizzati entro i tempi stabiliti dalla Regione (giugno 2017).

Successivamente, nel 2018, sono stati erogati altri finanziamenti, e anche in questa occasione l’Organismo di Coordinamento per la Prevenzione e Vigilanza della provincia di Belluno ha approvato i progetti ritenuti più interessanti per il territorio locale. I progetti sono stati avviati e termineranno entro dicembre 2020.

Documenti collegatiAzioni
AZIENDA ULSS 1 DOLOMITI - CALENDARI DELLA SICUREZZA ANNI 2019-2020Scarica
C.F.S. BELLUNO - FORMAZIONE TECNICA PROFESSIONALIZZANTE IN AMBITO FORESTALE, DI PROTEZIONE CIVILE, TECNICO E DI GESTIONE DELLE EMERGENZEScarica
APPIA SERVIZI - PERCORSO DI APPRENDIMENTO DELLA LINGUA ITALIANA PER LAVORATORI STRANIERIScarica
AZIENDA ULSS 1 DOLOMITI - CORSO DI FORMAZIONE IN BEHAVIOR - BASED SAFETY (B-BS)Scarica
FEINAR - VIDEO SICUREZZAScarica
RETE IMPRESE DOLOMITI - PROGETTO FORMATIVO RIVOLTO AL MONDO PRODUTTIVO PROVINCIALEScarica
VERBALE DEL 5 LUGLIO 2018Scarica

Progetti conclusi nel 2017

Documenti collegatiAzioni
C.F.S. BELLUNO - PROGETTO DI FORMAZIONE ED ADDESTRAMENTO PER ADDETTI VOLONTARI DELLA PROTEZIONE CIVILEScarica
VERBALE 14 GIUGNO 2016Scarica
ReSiS BELLUNO - PRIMO SOCCORSO A SCUOLA. A SCUOLA DI PRIMO SOCCORSOScarica
APPIA SERVIZI SRL - ISTRUZIONI PER L'USO SICURO DEL MACCHINARIOScarica

 

Verbali delle riunioni OPC

Documenti collegatiAzioni
Verbale del 3 giugno 2010Scarica
Verbale del 5 marzo 2013Scarica
Verbale del 18 novembre 2010Scarica
Verbale del 13 settembre 2012Scarica
Verbale del 08 maggio 2012Scarica
Verbale del 2 marzo 2011Scarica
Verbale del 23 settembre 2011Scarica
Verbale del 24 gennaio 2011Scarica
Verbale del 3 marzo 2010Scarica
Verbale del 16 dicembre 2009Scarica
Verbale del 16 luglio 2013Scarica
Verbale del 10 marzo 2015Scarica
Verbale del 14 giugno 2016Scarica
Verbale del 01 febbraio 2012Scarica
Verbale del 26 aprile 2016Scarica
Verbale del 27 febbraio 2014Scarica
Verbale del 2 dicembre 2015Scarica
Verbale del 20 dicembre 2018Scarica
Verbale del 2 marzo 2018Scarica
Verbale del 22 maggio 2018Scarica
Verbale del 5 luglio 2018Scarica

Relazioni di attività degli Enti

Documenti collegatiAzioni
Relazione attività 2012Scarica
Relazione attività 2011Scarica
Relazione attività 2010Scarica
Relazione attività 2013Scarica
Relazione attività 2018Scarica
Relazione attività 2017Scarica
Relazione attività 2014Scarica
Relazione attività 2015Scarica
Relazione attività 2016Scarica
Relazione attività 2022Scarica

Convegni

Presentazione

In Europa, e a cascata in Italia, sono prodotte e commercializzate numerosissime sostanze chimiche classificate come cancerogene.

Sono anche numerosi i cancerogeni presenti nei processi produttivi come intermedi di lavorazione, rifiuti, prodotti di degradazione, sostanze che si sprigionano da materiali in lavorazione o presenti in siti contaminati oggetto di attività di bonifica.

Di conseguenza il rischio cancerogeno è presente in numerose aziende di molti comparti produttivi, interessando così un numero cospicuo di lavoratori.

Per perseguire il miglioramento e il coordinamento delle attività di prevenzione del rischio cancerogeno nelle aziende è stato quindi organizzato questo seminario, volto a favorire il confronto collaborativo tra operatori della prevenzione nelle imprese e nel sistema pubblico.

L’iniziativa è afferente al Programma “Rischio chimico e cancerogeno negli ambienti di lavoro, miglioramento e coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza“ nell’ambito del Piano Regionale Prevenzione 2014-2019.

Relatori

dott.ssa Nicoletta De Marzo

Dirigente Medico SPISAL AULSS 1 Dolomiti

dott. Teresio Marchì

Direttore SPISAL Azienda ULSS 3 Serenissima

dott.ssa Maria Gregio

Chimica Dirigente UO Salute e Ambiente – SISP Azienda ULSS 3 Serenissima

dott. Pietro Antonio Patanè

ANMA – Associazione Nazionale Medici d’Azienda

dott. Giovanni Finotto

Direttore Master StePS Università Cà Foscari Venezia

dott.ssa Stefania Peterle

Chimica Dirigente SPISAL Azienda ULSS 1 Dolomiti

Allegati

Documenti collegatiAzioni
LOCANDINA SEMINARIOScarica
IL DECALOGO DELLA PREVENZIONE DEL RISCHIO CANCEROGENOScarica
INTRODUZIONE AI LAVORIScarica
RISCHI MALATTIE PROFESSIONALI PER LAVORI ADDETTI AD ASFALTATURAScarica
IL RUOLO DEL MEDICO COMPETENTE E SORVEGLIANZA SANITARIA CANCEROGENIScarica
INQUADRAMENTO NORMATIVO SUI CANCEROGENI IN AMBIENTE DI LAVOROScarica
MISURAZIONI GREGIO DEL 11/10/2019Scarica
CANCEROGENI NELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE BELLUNESIScarica

Presentazione

L’art. 13 del D.Lgs 81/08 al comma 6 prevede che gli introiti delle sanzioni in materia di sicurezza sul lavoro elevate dagli SPISAL vadano ad integrare l’apposito capitolo Regionale avente lo scopo di finanziare le attività di prevenzione nei luoghi di lavoro. La Regione Veneto, con la legge 43 del 2012, ha deciso che tali somme vengano utilizzate, nel territorio provinciale di origine, per la realizzazione di progetti formativi e di promozione della cultura della salute e sicurezza sul lavoro, a sostegno di imprese e lavoratori. Primi finanziamenti sono stati erogati nel 2016 e l’Organismo di Coordinamento per la Prevenzione e Vigilanza della provincia di Belluno (OPC) ha approvato i progetti ritenuti più utili alle esigenze del territorio. Successivamente, nel 2018, sono stati erogati altri finanziamenti e anche in questa occasione l’OPC ha approvato i progetti ritenuti più interessanti per il territorio locale. I progetti sono stati avviati e termineranno entro dicembre 2020. Con questo evento pubblico, si vuole informare il mondo del lavoro locale, imprenditori e lavoratori, in merito a queste importanti iniziative e far conoscere loro come un evento ritenuto negativo (la sanzione) possa diventare un beneficio per tutta la comunità del lavoro e un momento di crescita della cultura della salute e sicurezza che favorirà il miglioramento complessivo delle condizioni di lavoro.

Relatori

dott.ssa Daniela Marcolina

Direttore SPISAL AULSS n° 1 Dolomiti

dott. Michele Mongillo

Direzione per la Prevenzione, Sicurezza Alimentare e Veterinaria della regione Veneto

Associazione Provinciale Piccola Industria Artigianato di Belluno – APPIA

Centro per la Formazione e la Sicurezza di Belluno – CFS

CONFINDUSTRIA e CONFARTIGIANATO Belluno

RETE IMPRESE DOLOMITI

Rete per la Sicurezza delle Scuole – RESIS

dott.ssa Nicoletta De Marzo

Dirigente Medico SPISAL AULSS n° 1 Dolomiti

Allegati

Documenti collegatiAzioni
I PROGETTI DI PROMOZIONE DELLA CULTURA DELLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO A SOSTEGNO DI IMPRESE E LAVORATORI - CENTRO PER LA FORMAZIONE E LA SICUREZZAScarica
LocandinaScarica
10 COMPORTAMENTI SICURI PER MIGLIORARE LA SALUTE E LA SICUREZZA DELL’OPERATORE FORESTALEScarica
I PROGETTI A SUPPORTO DELLE IMPRESE PROPOSTI DA CATA E CENTRO CONSORZI - RETE IMPRESE DOLOMITIScarica
PRESENTAZIONE DELLA GIORNATAScarica
LA POLITICA REGIONALE PER LA PROMOZIONE DELLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVOROScarica
I PROGETTI DELL'ULSS N° 1 DOLOMITIScarica
PROGETTI DELL'ASSOCIAZIONE PROVINCIALE PICCOLA INDUSTRIA ARTIGIANATO DI BELLUNO 2018/2020 - APPIAScarica
I PROGETTI DELLA RETE PER LA SICUREZZA DELLE SCUOLE - RESISScarica
PROGETTI DELL'ASSOCIAZIONE PROVINCIALE PICCOLA INDUSTRIA ARTIGIANATO DI BELLUNO 2016/2017 - APPIAScarica

Il giorno 14 giugno 2018 si è tenuto a Belluno presso la sala riunioni dell’Ospedale San Martino il Seminario “La sicurezza sul lavoro tra responsabilità amministrativa della Società e responsabilità penale dei soggetti garanti”

L’evento è stato organizzato dal Comitato di Coordinamento Provinciale per la Prevenzione e la Vigilanza in materia di sicurezza sul lavoro della Provincia di Belluno (costituito da tutti gli Enti di vigilanza in materia di sicurezza sul lavoro e dalle Associazioni di categoria di lavoratori e imprenditori), al fine di rendere consapevoli i datori di lavoro e i Responsabili Sicurezza Prevenzione Protezione e le altre figure della sicurezza aziendale delle responsabilità, non solo penali ma anche amministrative, in caso di infortuni e malattie professionali.

Il D.Lgs 81/08 ha introdotto, infatti, la responsabilità amministrativa delle imprese a seguito di infortuni gravi e mortali avvenuti in violazione delle norme di sicurezza. Contemporaneamente, però, ha individuato anche gli strumenti “esimenti” di tali responsabilità, ossia i modelli di organizzazione e gestione (MOGS) della sicurezza aziendale.

L’incontro ha voluto proprio chiarire l’importanza per le imprese di dotarsi di questo strumento che garantisce l’attuazione della sicurezza sul lavoro, perché da un lato, definendo ruoli e responsabilità dei soggetti, rende espliciti gli obblighi stabiliti dal D.Lgs 81/08 per ognuna delle figure aziendali; dall’altro, pianificando e documentando tutti i processi della prevenzione, rende concreta l’azione prevenzionale.

Le relazioni hanno affrontato l’argomento dai vari punti di vista:

Il Procuratore della Repubblica di Belluno, dott. Paolo Luca, ha illustrato le responsabilità penali in materia di sicurezza sul lavoro dei soggetti aziendali, mettendo in luce l’importanza dell’individuazione dei loro ruoli all’interno dell’organizzazione aziendale.

Lo SPISAL dell’ULSS 1 Dolomiti ha informato su come il Servizio Pubblico interviene in termini di vigilanza e quali aspetti controlla in fase di ispezione.

A completare il quadro ci sono state le relazioni dell’avvocato Marco Tonellotto, esperto in ambiente e sicurezza sul lavoro, che ha presentato diversi casi in cui la Corte di Cassazione ha affrontato la materia, e quella dell’ing Chiara Anselmi, esperto in sistemi di gestione per l’ambiente, la sicurezza e la qualità che ha illustrato i principali sistemi e modelli di organizzazione e gestione in materie di sicurezza sul lavoro utilizzabili dalle imprese.

RELATORI

Dr. Paolo Luca – Procuratore della Repubblica di Belluno presso il Tribunale di Belluno

Avv. Marco Tonellotto – avvocato penalista esperto in ambiente e sicurezza sul lavoro, Studio Legale Associato Merlin & Tonellotto, Foro di Vicenza

Ing. Chiara Anselmi – Ingegnere gestionale esperto in organizzazione e gestione aziendale anche applicate alla sicurezza sul lavoro.

Dr.ssa Daniela Marcolina – Direttore SPISAL AULSS n. 1 Dolomiti

ALLEGATI

Documenti collegatiAzioni
La sicurezza sul lavoro nei recenti insegnamenti della Corte di CassazioneScarica
La responsabilità amm.va dell'ente in relazione ai delitti di omicidio colposo e lesioni gravi commesse in violazione alle norme di sicurezza sul lavoroScarica
Il D.Lgs. 81/08 e gli accertamenti dell'organo di vigilanza in relazione al D.Lgs. 231/01Scarica
I modelli di organizzazione e gestione in materia di sicurezza sul lavoroScarica

I regolamenti REACh (Registrazione, Valutazione Autorizzazione e Restrizione delle sostanze chimiche e CLP (Classificazione, Etichettatura ed Imballaggio) hanno ormai prodotto un cambiamento importante nella gestione delle sostanze chimiche, con una ricaduta sostanziale anche per gli adempimenti del D.Lgs 81/08 per quanto riguarda la valutazione del rischio chimico e cancerogeno.

L’incontro ha lo scopo di illustrare le novità normative in materia, i criteri di vigilanza e i nuovi strumenti che la regione ha predisposto per la corretta gestione di tali rischi.

Il seminario è rivolto a tutte le figure del mondo del lavoro e in particolare alle Associazioni di categoria, alle imprese e alle loro figure della sicurezza: RSPP, Medici Competenti, RLS.

L’evento si propone di essere una “piccola bussola” per imprese, tecnici della materia, ma anche per i lavoratori, finalizzata ad orientare i soggetti del mondo del lavoro verso un percorso di salute e sicurezza.

RELATORI

Dr. Michele Checchin – Esperto Chimico Confindustria Veneto

Dr. Giorgio Cipolla – Direttore SPISAL ULSS n. 4 Veneto Orientale

Dr. Teresio Marchì – Direttore SPISAL AULSS n. 3 Serenissima

Dr.ssa Stefania Peterle – Dirigente Chimico Servizio SPISAL AULSS n. 1 Dolomiti

ALLEGATI

Documenti collegatiAzioni
Check list per la valutazione del rischio chimico-cancerogenoScarica
Locandina convegnoScarica
La vigilanza Regionale sulle normative REACh e CLPScarica
Documento di consenso sul rischio cancerogenoScarica
Cosa devono fare le aziende utilizzatrici per essere in regola con le normative sulla sicurezza sul lavoro e sul REAChScarica
I documenti Regionali per la valutazione del rischio chimico e cancerogeno nei luoghi di lavoroScarica
Regolamento REACh e CLP: inquadramento normativo e ultime novitàScarica

PRESENTAZIONE

L’informazione e la formazione sono strumenti di fondamentale importanza per la Prevenzione soprattutto nel comporto agricolo/forestale dove spesso risulta difficile far apprezzare l’importanza e la potenzialità di tali mezzi di prevenzione.
L’analisi degli infortuni ci indica, invece, quanto sia importante investire in informazione e formazione di tutti i soggetti (lavoratori e imprese), perché molti sono ancora gli infortuni causati da errori umani e/o cattiva organizzazione e scarsa conoscenza dei rischi.
Occorrono pertanto iniziative atte a promuovere la massima collaborazione fra i soggetti e le istituzioni e in grado di diffondere efficacemente la cultura delle prevenzione.
Il presente convegno si pone proprio in quest’ottica: creare sinergia per una visione integrata dei problemi di sicurezza sul lavoro creando una
modalità di prevenzione partecipata, condivisa e fattibile, unica strada percorribile per rendere credibile e attuabile la sicurezza in questo difficile comparto.

RELATORI

Dr. Andrich Orazio Presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della provincia
di Belluno

Dr. Daniele Belli Consigliere dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della provincia
di Belluno

Dr. Sergio Boso Tecnico della prevenzione SPISAL ULSS n. 1 Belluno

Dr. Luca Canzan Direzione tecnica del Consorzio Imprese Forestali del Triveneto

Prof. Raffaele Cavalli Direttore Dip. TESAF Università di Padova

Dr. Giovanni Cipolotti Direttore SUEM ULSS n. 1 Belluno

Dr.ssa Daniela Marcolina Direttore SPISAL ULSS n. 1 Belluno

ALLEGATI

Documenti collegatiAzioni
LOCANDINA CONVEGNOScarica
PRESENTAZIONE DEL CONVEGNOScarica
LA SICUREZZA NELLE IMPRESE FORESTALI AVANZATEScarica
SEGNALI DAL COMPARTO: PUNTI DI FORZA E CRITICITA', LE STRATEGIE, GLI STRUMENTIScarica
GLI INFORTUNI DURANTE IL LAVORO IN BOSCO: L'ESPERIENZA DEI SERVIZI SPISAL DI BELLUNOScarica
MANUALE: PREVENZIONE E SICUREZZA NEI LAVORI BOSCHIVI NELLA PROVINCIA DI BELLUNOScarica
Interventi di infortunio in caso di infortunio in boscoScarica

Convegno organizzato dall’ Organismo di Coordinamento per la Prevenzione e la Vigilanza sul Lavoro della Provincia di Belluno


PRESENTAZIONE
Il lavoro delle donne ha formato oggetto di numerosi interventi normativi che nel tempo hanno delineato una disciplina complessa. Nell’esperienza maturata nel campo delle ispezioni del lavoro, si è avvertito come alcune parti di questa normativa speciale, specie per quanto attiene la concreta predisposizione delle misure idonee a tutelare la sicurezza e la salute delle lavoratrici, non siano ancora radicate nella sensibilità comune.

Anche le informazioni attualmente in possesso delle lavoratrici e delle figure sanitarie a cui ella si rivolge sono carenti sia dal punto di vista dei diritti che la legge mette loro a disposizione, sia dal punto di vista dei rischi lavorativi per la gravidanza.

Il presente contributo mira a fornire un quadro esauriente della normativa in tema di sicurezza e salute delle lavoratrici madri, partendo dalle finalità di prevenzione, sino ad arrivare alla descrizione delle modalità di accesso agli Uffici competenti. Fornisce inoltre informazioni sulle problematiche di salute correlate alla gravidanza e su come l’ambiente lavorativo possa in alcuni casi influenzare negativamente tale processo fisiologico.

L’evento si propone di essere una “piccola bussola” per imprese e lavoratori, finalizzata a orientare datori di lavoro, lavoratrici e operatori sanitari verso un percorso di salute e sicurezza.

RELATORI
Dr.ssa Patrizia De Luca – Funzionario della Direzione Territoriale di Belluno

Dr.ssa Nicoletta De Marzo – Direttore Servizio SPISAL ULSS n. 2 Feltre

Dr. Antonino Lo Re – Direttore U.O. Ostetricia e Ginecologia ULSS n. 1 Belluno

Dr.ssa Daniela Marcolina – Direttore Servizio SPISAL ULSS n. 1 Belluno

Dr. Antonio Quaranta – Dirigente Medico Servizio SISP ULSS n. 1 Belluno

Dr.ssa Giuseppina Scaravilli – Dirigente Medico U.O. Ostetricia e Ginecologia ULSS n. 1 Belluno

ALLEGATI

Documenti collegatiAzioni
Iter procedurale per astensione anticipata dal lavoro per motivi di salute: art. 17, comma 2 lett. AScarica
Modulo di segnalazione Maternità DTLScarica
La lavoratrice bellunese in gravidanza e il suo contesto lavorativoScarica
La normativa in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternitàScarica
Obblighi del datore di lavoro: la valutazione dei rischi per le lavoratrici madriScarica
DGRV n. 2901 del 29/09/2009 e relativi allegatiScarica
Fisiologia ed igiene della gravidanzaScarica

Convegno organizzato dall’ Organismo di Coordinamento per la Prevenzione e la Vigilanza sul Lavoro della Provincia di Belluno
 

Target
Medici competenti delle ditte della provincia di Belluno e altri Medici coinvolti nella redazione dei certificati di malattia professionale.

Relatori

  • Dott. Tammaro Ciro – Dirigente Medico II livello INAIL
  • Dott. Marzemin Lorenzo – Funzionario Amministrativo INAIL settorePrestazioni
  • Dott.ssa Malfatto Carla – Dirigente Medico di I livello INAIL
  • Dott.ssa Maria Teresa Riccio – Dirigente Medico ULSS Servizio SPISAL

Allegati

Documenti collegatiAzioni
La Nuova Certificazione di Malattia Professionale (Mod 5SSbis)Scarica
Vigilanza stress lavoro-correlato e sportello informativo SPISAL per il disagio psicosocialeScarica
Gli obblighi del medico certificatore: Primo certificato, Denuncia ex art.139 del TU, Referto AG ex art.365 cpScarica
Inquadramento epidemiologico delle malattie professionali in provincia di Belluno. La malattia professionale: istruttoria e valutazione medico-legaleScarica
Decreto Ministeriale 10/06/2014 - Elenco aggiornato malattie professionali con obbligo di denunciaScarica

Convegno organizzato dall’ Organismo di Coordinamento per la Prevenzione e la Vigilanza sul Lavoro della Provincia di Belluno
Presentazione
La caduta dall’alto rappresenta un rischio gravissimo in edilizia: è la prima causa di infortuni mortali e gravi. La situazione di rischio maggiore è rappresentata dagli interventi di manutenzione ordinaria (sostituzione tegole, interventi su camini o antenne TV-SAT, impianti solari termici o fotovoltaici, ecc).
In queste situazioni la persona si trova esposta, senza protezioni, a rischio di caduta dall’alto.
La Giunta Regionale del Veneto ha voluto intervenire radicalmente su questo fattore di rischio.
La DGR n. 2774 del 22 settembre 2009 ha approvato le istruzioni tecniche sulle misure preventive e protettive previste in fase di progetto con l’art. 79 bis 2° comma della L.R. 61/85. Lo stesso provvedimento ha disposto che i Comuni adeguino i loro Regolamenti Edilizi alle istruzioni tecniche approvate prevedendo altresì adeguati controlli sulla effettiva realizzazione delle misure anche ai fini del rilascio del certificato di agibilità.
Successivamente con DGRV 97/2012 sono state aggiornate le indicazioni operative e sono stati affrontati i casi di derogabilità al rispetto delle istruzioni regionali.
A questo si sono aggiunte nuove disposizioni normative per l’asseverazione di conformità del progettista sostitutiva del parere sanitario.
Il presente convegno intende favorire la conoscenza e la condivisione di questi aspetti da parte dei tecnici comunali e progettisti, coinvolgendo anche imprese e committenti, nell’ottica di una promozione della cultura della sicurezza in edilizia.

Relatori
Dr. TdP Giuliano Caccin – Servizio SPISAL ULSS n. 15 “Alta Padovana”

Per. Ind. Franco Magrin – Comando Vigili del Fuoco di Belluno

Ing. Luca Mangiapane – Consulente sicurezza nei cantieri (Parma)

Allegati

Documenti collegatiAzioni
Chi ben comincia… La sicurezza del cantiere è nel progettoScarica
L’aggiornamento delle istruzioni tecniche regionali per l’applicazione della normativa sulla sicurezza delle manutenzioni in quotaScarica
L’importanza dell’accessibilità in sicurezza agli impianti in copertura sia per le manutenzioni che per gli interventi in emergenza. Camini e impianti fotovoltaiciScarica

Presentazione
Il D.Lgs 81/08 prevede la valutazione dei rischi per tutte le aziende. Da giugno 2013 entra in vigore l’applicazione anche per le aziende fino a 10 lavoratori anche con l’utilizzo di procedure le standardizzate contenute nel D.M. 30 novembre 2012 “Procedure standardizzate per la valutazione dei rischi ai sensi dell’art. 29 D.Lgs. n. 81/2008”.
Il Comitato Regionale di Coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro del Veneto (CO.RE.CO.) ha ritenuto opportuno sviluppare una metodologia e degli strumenti a supporto delle aziende per la stesura del Documento di Valutazione dei Rischi.
Gli enti di vigilanza dovranno essere in grado quindi di promuovere ed assistere le aziende nell’adozione delle nuove procedure di valutazione del rischio e vigilare sulla loro corretta applicazione secondo criteri di semplicità, brevità e comprensibilità, Le associazioni di categoria dovranno essere in grado di supportare ed aiutare le aziende nel processo di valutazione dei rischi, favorendo, nelle piccole realtà, la gestione degli adempimenti relativi alla sicurezza sul lavoro da parte degli imprenditori stessi.

Contenuti
Le indicazione per la stesura del documento standardizzato di valutazione dei rischi e la presentazione delle principali liste di controllo di valutazione dei principali rischi per la salute e sicurezza al lavoro quali: macchine, impianti ed attrezzature, dispositivi di protezione individuale, rischi fisici, movimentazione manuale dei carichi movimenti ripetitivi, rischio chimico e cancerogeno, rischio stress lavoro correlato, la formazione dei lavoratori e la sorveglianza sanitaria e tutela delle lavoratrici madri.

Relatori
Dott.ssa Manuela Peruzzi – Direttore SPISAL ULSS n. 20 Verona

p.i. Massimo Pomarè – Tecnico della prevenzione SPISAL ULSS n. 1 Belluno

Dott.ssa Maria Teresa Riccio – Dirigente Medico SPISAL ULSS n. 1 Belluno

Dott.ssa Stefania Peterle – Dirigente Chimico SPISAL ULSS n. 1 Belluno

Dott.ssa Nicoletta De Marzo – Dirigente Medico SPISAL ULSS n. 2 Feltre

Dott.ssa Patrizia Curto – Tecnico della prevenzione SPISAL ULSS n. 2 Feltre

Dott.ssa Daniela Marcolina – Dirigente Medico SPISAL ULSS n. 1 Belluno
 
Allegati

Documenti collegatiAzioni
La stesura del DVR standardizzatoScarica
Rischio stress lavoro correlatoScarica
La preparazione dell’azienda alla valutazione dei rischiScarica
Sorveglianza sanitaria, tutela lavoratrici madri, formazioneScarica
Ambienti di lavoroScarica
AntincendioScarica
Rischio chimico e cancerogenoScarica
Movimentazione manuale dei carichi e movimenti ripetitiviScarica
I rischi fisiciScarica

Convegno organizzato dall’Organismo Provinciale di Coordinamento per la prevenzione e la vigilanza sul lavoro
In collaborazione con la Camera Penale Bellunese
Con il patrocinio dell’Ordine Avvocati di Belluno


Presentazione
Attualmente non esiste un obbligo per le Aziende di implementare un sistema di gestione della sicurezza certificato, come ad esempio da OHSAS 18001:1999, con la conseguente formalizzazione di una politica aziendale per la sicurezza, un manuale di sistema, procedure codificate con relativa modulistica.
Infatti di fronte agli “obblighi organizzativi” previsti dal Titolo Primo del DLgs 81/08, un’Azienda può scegliere di procedere secondo due diversi approcci:

  • limitarsi ad un’applicazione “di minima” degli adempimenti di legge, con l’effettuazione delle nomine (RSPP, addetti a compiti speciali, …) e la stesura della documentazione prevista (Documento di Valutazione dei Rischi, verbale di riunione periodica, …);
  • impegnarsi anche per lo sviluppo ed il consolidamento di un’organizzazione aziendale della sicurezza nella quale vengano valorizzati i soggetti e gli strumenti previsti dalla normativa. In questo secondo caso l’Azienda si pone nella prospettiva di arrivare a coinvolgere tutti i suoi componenti che, secondo le proprie competenze e responsabilità, contribuiranno attivamente a definire, attuare e controllare le misure (tecniche, organizzative, procedurali e comportamentali) necessarie per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.

E’ questo l’approccio che gli SPISAL intendono promuovere.
La promozione dell’organizzazione aziendale della sicurezza è lo strumento con il quale le Aziende applicano in modo sostanziale la Normativa, usufruendo dei vantaggi gestionali, operativi e, non per ultimi, economici, che ne derivano.
Una organizzazione della sicurezza ordinata e documentata, anche in assenza di certificazioni specifiche, dovrebbe anche avere valore esimente della responsabilità giuridica delle persone e delle società, tuttavia mancano le indicazioni operative semplificate da parte della Commissione Consultiva.
E’ quindi importante che su questo tema Magistratura, Enti di Vigilanza e Associazioni si confrontino per arrivare ad una visione condivisa.

Relatori
Dr.ssa Daniela Marcolina – Direttore SPISAL ULSS n. 1 Belluno

Arch. Fabio Jerman – Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Belluno

Dr.ssa Vittoria Cervi – Responsabile SPP ULSS n. 22 di Bussolengo e Referente del progetto regionale strutture sanitarie

COBIS e CPT Belluno

Dott. Antonio Salvati – Direttore INAIL sede di Belluno

Ing. Chiara Anselmi – consulente regionale sui sistemi di gestione per la sicurezza

Dott. Ivo Dagazzini – Direttore Dipartimento Prevenzione ULSS n. 4 Thiene

Prof. Filippo Sgubbi – Università di Bologna

Dott. Simone Marcon – Sostituto Procuratore della Repubblica di Belluno

Allegati

Documenti collegatiAzioni
Presentazione dei lavoriScarica
Esperienze di implementazione di SGS nelle realtà produttive locali - Seconda parteScarica
Spunti operativi per la gestione della sicurezzaScarica
SGS AntincendioScarica
Esperienze di implementazione di SGS nelle realtà produttive locali - Prima parteScarica
Le norme premiali dell’INAIL per le aziende che adottano interventi di miglioramento delle condizioni di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoroScarica
Il progetto SGS nelle strutture sanitarie pubbliche della regione VenetoScarica

Convegno organizzato dall’Organismo Provinciale di Coordinamento per la prevenzione e la vigilanza sul lavoro
Con la partecipazione dell’Associazione professionale Italiana Ambiente e Sicurezza

Presentazione
Il D.Lgs 81/08 ha introdotto l’obbligo di valutazione dei rischi da esposizione a due nuove tipologie di agenti fisici: le radiazioni ottiche artificiali (ROA) e i campi elettromagnetici (CEM).
Le disposizioni normative relative alle ROA sono entrate in vigore il 26 aprile 2010. Esse si applicano a tutti i settori dove si impiegano attrezzature con emissione di radiazioni ottiche artificiali e sono finalizzate a ridurre i rischi per i lavoratori derivanti da tale esposizione con particolare riguardo agli effetti su cute e occhi.
Le disposizioni relative ai CEM dovevano entrare in vigore nell’aprile del 2012 ma sono state prorogate fino al 30 ottobre 2013, stante le difficoltà oggettive per la misurazione dell’agente e per la valutazione dei rischi per i lavoratori esposti.
Le operazioni di misurazione e valutazione dei rischi professionali e l’individuazione delle misure tecniche di bonifica per questi agenti fisici richiedono conoscenze e competenze tecniche e strumentazioni che non tutti i soggetti che finora si sono interessati di sicurezza sul lavoro possiedono.
E’ necessario quindi che i datori di lavoro, i consulenti delle aziende e i soggetti della sicurezza siano informati su queste problematiche affinchè possano capire a priori se le loro attività espongano a tali rischi e in tale caso siano in grado di richiedere una consulenza affidabile.
La giornata si rivolge pertanto a tutte le imprese del territorio e a tutti i consulenti della sicurezza interessati al problema, ma anche ai lavoratori e ai loro rappresentanti per una più ampia conoscenza della materia.

Relatori
Dr. ing. Francesco Boella INAIL – Settore Ricerca, Certificazione e Verifica Dipartimento Territoriale di Venezia-Mestre

Dr. Ing. Michele Franchi – socio AIAS Associazione professionale Italiana Ambiente e Sicurezza

Dr. Ing. Emiliano Boniotto – dottore di ricerca in Fisica Tecnica – Università degli studi di Padova

Dr.ssa Nicoletta De Marzo – Responsabile SPISAL ULSS n. 2 Feltre

 
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Esposizione a campi elettromagnetici e a radiazioni ottiche artificiali: gli effetti sulla saluteScarica
P.3-Radiazioni ottiche artificiali: aspetti prevenzionisticiScarica
P.1-Radiazioni ottiche artificiali: aspetti prevenzionisticiScarica
P.2-Radiazioni ottiche artificiali: aspetti prevenzionisticiScarica
Campi elettromagnetici: aspetti prevenzionisticiScarica
Gli effetti sulla saluteScarica

Istituzioni, Associazioni imprenditoriali e Organizzazioni sindacali a confronto sui temi della prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali
Presentazione
La pianificazione degli interventi di prevenzione nei luoghi di lavoro e il coordinamento delle attività di vigilanza fra gli Enti deputati al controllo in materia di tutela e sicurezza sul lavoro erano già stati previsti dal D.Lgs. 626/94 attraverso l’istituzione dei Comitati di Coordinamento Regionali e Provinciali.
Nella provincia di Belluno da qualche anno, si è proceduto spontaneamente a forme di coordinamento territoriale efficaci. Infatti, gli enti provinciali avevano attivato importanti forme di collaborazione a sostegno di azioni dirette a favorire la cultura della prevenzione e la tutela della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro del territorio bellunese, sino a giungere a specifici protocolli d’intesa per la vigilanza congiunta nel settore dell’edilizia.
Nel dicembre 2009, con le indicazioni del DPCM 21 dicembre 2007 e del D.Lgs. 81/08, è stato istituito formalmente il coordinamento regionale e provinciale.
L’Organismo Provinciale di Coordinamento (OPC) di Belluno risulta costituito non solo dagli enti di controllo -SPISAL ULSS 1 e 2, DPL, INPS, INAIL, ISPESL, Vigili Fuoco, ARPAV- ma anche dalle parti sociali e il mondo della scuola.
Gli infortuni sul lavoro rappresentano un gravissimo problema sociale e sanitario e per una società moderna è inaccettabile la perdita di un lavoratore per mancanza di misure di sicurezza.
Anche se il fenomeno infortunistico in Provincia ha presentato in questi anni un progressivo calo, è necessario il contributo di tutte le forze sociali per consolidare i risultati raggiunti e migliorare ulteriormente il benessere sul posto di lavoro.
L’OPC si prefigge, quindi, di favorire lo sviluppo degli interventi di prevenzione già intrapresi dai singoli Enti, programmando, inoltre, concrete azioni sinergiche per il perseguimento dell’obiettivo comune di migliorare la sicurezza e di promuovere la salute nei luoghi di lavoro.
La giornata è finalizzata alla presentazione dell’OPC e dei suoi Enti costituenti ed al confronto sulle tematiche della prevenzione e sicurezza sul lavoro.
 
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Presentazione INAILScarica
Presentazione Parti Sociali DatorialiScarica
Presentazione ARPAVScarica
Presentazione INPSScarica
Conclusioni convegnoScarica
Presentazione Associazioni SindacaliScarica
Presentazione DPLScarica
Presentazione SPISAL ProvincialiScarica
Presentazione COBISScarica
Presentazione Vigili del FuocoScarica
Atlante infortuni Belluno 2011Scarica
Presentazione INAIL ex-ISPESLScarica
PREO: Il contesto produttivo locale e le condizioni di sicurezza e salute della popolazione lavorativa: infortuni e malattie professionali nel decennio 2000-2010Scarica
Direzione Prevenzione Regione Veneto: La politica nazionale e regionale di prevenzione e sicurezza sul lavoroScarica
Presentazione ReSiSScarica
L'OPC per le attività di prevenzione e vigilanza in materia di sicurezza sul lavoroScarica

 

Materiali e Documentazione

Qui sotto viene riportata la documentazione elaborata dal Gruppo di lavoro “ DVR standardizzato” del Comitato Regionale di Coordinamento del Veneto.

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All. 13Scarica
All.11Scarica
All. 10Scarica
All.12Scarica
All. 8Scarica
All. 14Scarica
All. 4Scarica
All. 5Scarica
All. 6Scarica
All.9Scarica
All. 2Scarica
All. 3Scarica
All.2 bisScarica
All. 1Scarica
All. 7Scarica
Indicazione stesuraScarica
All. 1 - formazioneScarica

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Check - list - AziendeScarica

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Check -list -CantieriScarica
Data di pubblicazione: 13 aprile 2026
Ultimo aggiornamento: 13 aprile 2026 17:33

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