Terzo settore sanità e sociale
La partecipazione civica quale modalità di relazione tra istituzioni e collettività consente ai cittadini di contribuire, in forma singola o associata, al processo decisionale e all’attività̀ programmatoria della pubblica amministrazione, secondo vari livelli di intensità e con ruoli diversi.”.
Tale principio è stato tradotto, in ambito sociale, dalla L.328/2000 prevedendo che la programmazione e l'organizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali competa agli Enti Locali, alle Regioni ed allo Stato, secondo i principi di sussidiarietà, cooperazione e che tali soggetti, nell'ambito delle rispettive competenze, riconoscano e agevolino il ruolo degli organismi non lucrativi di utilità sociale, degli organismi della cooperazione, delle associazioni e degli enti di promozione sociale, delle fondazioni e degli enti di patronato, delle organizzazioni di volontariato, degli enti riconosciuti delle confessioni religiose con le quali lo Stato abbia stipulato patti, accordi o intese operanti nel settore nella programmazione, nella organizzazione e nella gestione del sistema integrato di interventi e servizi sociali.
Oggi le modalità di partecipazione si sono evolute nei concetti di co-programmazione e co-progettazione (previste dal Codice del Terzo Settore), dove Pubblico e Terzo Settore siedono allo stesso tavolo per disegnare insieme specifiche progettualità. Il legame tra terzo settore, sanità e sociale nasce dalla consapevolezza che i bisogni di salute, specie quelli legati alla cronicità, alla disabilità, alla salute mentale, alle dipendenze e alla prevenzione richiedono un approccio multidimensionale e una forte connessione tra gli attori del sistema.
In particolare gli Enti del Terzo Settore (associazioni di volontariato, cooperative sociali, fondazioni) fungono da "collante" e da punti di osservazione territoriale: essi non sono semplici erogatori di servizi per conto del pubblico, ma soggetti complementari per intercettare i bisogni, supportare le fragilità, le solitudini, rispondere a emergenze sociali nuove, tutelare i diritti dei soggetti più fragili, partecipare alla co-costruzione di percorsi realmente integrati.
Il DM 77/2022 definisce nuovi modelli e nuovi standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Servizio Sanitario Nazionale con l'obiettivo di riorganizzare l’assistenza territoriale attraverso nuove strutture, come le Case della Comunità, e nuovi modelli organizzativi strutturali e qualitativi. Il DM 77 pone l’accento sul valore dell’integrazione tra servizi sanitari, sociali e terzo settore attraverso lo sviluppo di modelli territoriali collaborativi e prossimali valorizzando la partecipazione di tutte le risorse della comunità nelle diverse forme e il coinvolgimento dei diversi attori locali tra cui si annoverano le associazioni e le organizzazioni del terzo settore.
In particolare all’assemblea permanente delle organizzazioni dei cittadini e dei pazienti potranno far parte le organizzazioni iscritte al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), operative nel territorio della Regione con un minimo di 10 associati, impegnate in attività sanitarie e socio-sanitarie e che non abbiano tra i componenti degli organi direttivi, personale dipendente di aziende ed enti del SSR della Regione del Veneto.
Le funzioni dell’Assemblea sono: elaborazione di contributi in merito a tematiche, provvedimenti, programmi o attività per le quali la Cabina di regia della Sanità partecipata ritiene utile acquisire proposte, pareri, osservazioni; confronto e sintesi in merito a istanze, tematiche o attività finalizzate al miglioramento del SSR che possono emergere; elezione dei propri rappresentanti che entreranno a far parte della Cabina di regia; identificazione dei rappresentanti chiamati a far parte dei Tavoli tematici di programmazione delle diverse Direzioni dell’Area Sanità e Sociale.La Cabina di Regia della Sanità partecipata della Regione del Veneto è convocata e presieduta dall’Assessore alla Sanità e alle Politiche sociali. Ne fanno parte il Direttore Generale dell’Area Sanità e Sociale, i Direttori dei Servizi competenti in materia di programmazione regionale in ambito assistenziale, il Direttore della Direzione Programmazione sanitaria, il Direttore della Direzione Servizi Sociali, il Direttore Dipendenze, Terzo Settore, Nuove Marginalità e Inclusione Sociale, il Direttore Sanitario di Azienda Zero, due Direttori Generali di azienda sanitaria in rappresentanza delle aziende sanitarie (o loro delegati), dieci rappresentanti dell’Assemblea permanente delle Organizzazioni dei cittadini e dei pazienti. Le sue funzioni sono: consulta l’Assemblea su tematiche, provvedimenti, programmi o attività per le quali ritiene opportuno acquisire proposte, pareri, osservazioni o contributi; coinvolge l’Assemblea in attività valutative e di monitoraggio delle attività sanitarie e socio sanitarie a livello regionale fornendo evidenza dei relativi risultati e ne promuove il coinvolgimento delle organizzazioni dei cittadini e dei pazienti a livello aziendale; acquisisce e valuta le istanze formalizzate dall’Assemblea, valorizzandole, laddove opportuno, negli atti di programmazione e nella redazione e successiva applicazione di documenti di contenuto tecnico-sanitario.
- la stipula di specifici accordi di collaborazione, a supporto delle attività ospedaliere, territoriali e socio-sanitarie
- il supporto e la concessione di patrocini alle iniziative avviate dagli enti del terzo settore
- i tavoli di lavoro dei Piani di zona. In occasione del processo di elaborazione dei Piani di Zona, la partecipazione del Terzo
Settore viene garantita attraverso la pubblicazione di un avviso finalizzato alla raccolta delle manifestazioni di interesse a prendere parte ai lavori dei tavoli tematici dedicati a “Famiglia Infanzia Adolescenza minori in condizioni di disagio Donne Giovani”, “Persone Anziane”, “Persone con disabilità”, “Salute Mentale”, “Dipendenze” e “Inclusione Sociale”.
