La Sanità d’Iniziativa entra nelle case: presentato il bilancio dell’Infermiere di Famiglia e Comunità (IFoC) a Feltre
Passare con decisione da una "sanità d’attesa" a una "sanità d’iniziativa", in grado di intercettare precocemente i bisogni di salute direttamente al domicilio del paziente prima che si trasformino in emergenze. È questo il principio cardine che guida il servizio dell’Infermiere di Famiglia o Comunità (IFoC) dell’Ulss 1 Dolomiti, i cui dati di attività del primo semestre 2026 sono stati presentati oggi in conferenza stampa presso la Casa della Comunità di Feltre.
All'incontro hanno preso parte il Direttore Generale dell'Ulss 1 Dolomiti, Achille Di Falco, il Direttore Sanitario ff, Lucia Dalla Torre, la Coordinatrice del Distretto, Katia Pagotto, e l’Infermiere di Famiglia e Comunità, Roberto Meneghini. Una figura di snodo, che ha una lunga tradizione in questa ulss, per i collegamenti con la medicina generale, le azioni di prevenzione ed educazione per tenere il più possibile le persone nel loro luogo ideale: la casa.
La forza della prossimità: la storia del signor Giovanni
A spiegare concretamente come si attua la medicina di prossimità sul territorio è la storia del signor Giovanni, un cittadino feltrino di 82 anni affetto da scompenso cardiaco e ipertensione che vive solo. Giovanni, che non era noto ai servizi territoriali, è stato segnalato all’IFoC dal proprio Medico di Medicina Generale (MMG).
L’infermiere Roberto Meneghini, effettuando il primo accesso a domicilio, ha eseguito una ricognizione dettagliata della terapia farmacologica, rilevando un elevato fattore di rischio legato alle temperature estive. In estate, infatti, la vasodilatazione e la sudorazione aumentano sensibilmente il rischio di ipotensione, disidratazione e cadute nei pazienti che assumono farmaci antipertensivi e diuretici.
Grazie al monitoraggio costante dei parametri vitali a casa (pressione arteriosa, frequenza cardiaca e peso corporeo) – eseguito anche con il supporto della telemedicina – e al continuo raccordo con il MMG, è stata effettuata una modulazione tempestiva della terapia farmacologica. L’IFoC ha inoltre svolto un'importante attività di educazione terapeutica, insegnando a Giovanni a riconoscere i primi segnali di disidratazione e ad adottare comportamenti idrici e alimentari corretti per proteggersi dal caldo.
L'IFoC a Feltre: i dati di attività nel primo semestre 2026
Il servizio a Feltre, presidiato da 1 IFoC con incarico professionale e 6 Infermieri Territoriali (IT) con formazione specifica regionale, ha registrato numeri straordinari nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2026:
- 1.232 prese in carico a domicilio, operate come componente attiva dell'équipe multiprofessionale e multidisciplinare. Di queste, 624 persone presentavano un alert di fragilità clinica e ben 657 persone registravano 3 o più alert.
- 254 persone seguite dall'Ambulatorio della Fragilità e Cronicità.
- 222 persone seguite dall'Ambulatorio per la Gestione dello Scompenso Cardiaco.
- 210 prese in carico nel percorso di Dimissione Protetta, mirato a supportare il rientro a casa e l'educazione all'autocura.
- 20 persone seguite dall'Ambulatorio di Cure Palliative.
L'attività si integra costantemente con la Continuità Assistenziale e con l'intera rete territoriale (servizi ADI, Cure Palliative, servizio sociale e disabilità), dando piena attuazione al mandato del DM 77/2022, che definisce l'IFoC come il professionista responsabile dei processi infermieristici a livello familiare e comunitario.
Come attivare il servizio
L'Infermiere di Famiglia e Comunità può essere attivato attraverso diversi canali:
- Dimissione Protetta: per accompagnare il passaggio protetto dall’ospedale o da strutture intermedie al domicilio.
- Punto Unico di Accesso (PUA): presso la Casa della Comunità.
- Richiesta diretta: da parte della persona assistita o della sua famiglia in caso di bisogni assistenziali emergenti.
