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Infermieri dall'estero: l'Ulss 1 Dolomiti "Laboratorio" in stretta sinergia con la Regione Veneto per un modello innovativo di reclutamento e integrazione

Data di pubblicazione: 03 agosto 2026
Fare sistema per rispondere in modo innovativo e strutturale alle sfide della sanità.
Si è tenuto oggi, nella sala riunioni della Prefettura di Belluno, un fondamentale incontro di condivisione istituzionale sul progetto pilota per il reclutamento, l'accoglienza, l'inserimento e l'integrazione di personale infermieristico proveniente dall'estero, alla presenza dell’assessore alla sanità della Regione del Veneto Gino Gerosa, che ha fortemente caldeggiato il progetto.
L'incontro ha sancito la stretta collaborazione tra l'Azienda ULSS 1 Dolomiti e la Regione del Veneto, che ha individuato nel territorio bellunese l'ambito ideale per questa prima sperimentazione. Al tavolo della Prefettura, oltre alla Regione e all'ULSS 1, erano presenti tutte le principali istituzioni locali, dal Prefetto al Presidente della Provincia ai sindaci di Belluno e Feltre, e regionali: hanno partecipato l'Università degli Studi di Padova, la Provincia di Belluno, i
Comuni di Belluno e Feltre, il Consorzio BIM Piave, l'ATER, l'Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) e l'Associazione Bellunesi nel Mondo. Tutti gli attori coinvolti hanno messo in campo le migliori energie in una vera e propria ottica di sistema, condividendo la responsabilità di costruire le necessarie condizioni organizzative, abitative, formative e sociali.
In questa cornice, l'Azienda ULSS 1 Dolomiti ha ribadito la propria vocazione a fungere da laboratorio territoriale per l'intero sistema veneto.
Il progetto
A delineare i contorni tecnici e operativi del progetto è intervenuto Claudio Costa, Direttore della Direzione Risorse Umane del Servizio Socio-Sanitario Regionale del Veneto. Il progetto pilota della Regione Veneto non mira unicamente a coprire una carenza urgente di personale, ma ha l'obiettivo più ampio di testare procedure, modelli di accoglienza e percorsi di integrazione sociale e professionale che, se efficaci, potranno essere replicati nell'intero Servizio Sanitario Regionale.
L'architettura del progetto si basa su due canali complementari che opereranno con tempistiche differenti:
● Canale professionale (a breve termine): È rivolto a infermieri già formati all'estero e interessati a un inserimento lavorativo immediato. Questo percorso sfrutta la possibilità di esercizio temporaneo in deroga al riconoscimento ordinario del titolo di studio, misura valida fino al 31 dicembre 2029. Le azioni preliminari includono la verifica delle competenze professionali e linguistiche, l'accompagnamento formativo e l'inserimento lavorativo affiancato da un tutoraggio.
● Canale universitario-formativo (a medio termine): Prevede la costruzione di percorsiintegrati con atenei stranieri per gli studenti di infermieristica che hanno già avviato gli studi nel loro Paese d'origine. Questo canale sarà sviluppato in stretta collaborazione con l'Università degli Studi di Padova, costruendo percorsi per il “doppio titolo”.
I bacini geografici di riferimento per il reclutamento sono l'Argentina e gli Stati meridionali del Brasile. Questa scelta strategica è dettata dalla storica e radicata presenza di comunità italiane, venete e bellunesi in queste aree, unite all'esistenza di reti territoriali ben collegate, come quelle garantite dalle famiglie dell';Associazione Bellunesi nel Mondo, che forniranno un prezioso supporto relazionale e conoscitivo.
Un aspetto fondamentale del progetto è il sistema di supporto garantito ai professionisti in arrivo.
Il territorio si impegna a fornire:
● Supporto documentale per l'ottenimento di visti, il riconoscimento dei titoli di studio e l'abilitazione all'esercizio della professione.
● Una soluzione abitativa iniziale, essenziale per l'accoglienza all'arrivo e l'orientamento.
● Tutoraggio professionale nei primi mesi di servizio, con garanzia di totale trasparenza su retribuzioni, orari e prospettive di stabilizzazione.
● Possibili misure di accompagnamento per i nuclei familiari dei professionisti. Tutto questo verrà attuato prestando massima attenzione a mantenere un criterio di equità e un equilibrio di trattamento rispetto al personale sanitario locale già in servizio.
Per quanto riguarda il cronoprogramma, a settembre sarà definito il protocollo operativo per avere i primi arrivi già nel 2027.
L’avvio in Ulss Dolomiti
Il Direttore Generale dell'ULSS 1 Dolomiti, Achille Di Falco, ha sottolineato il grande impegno dell'Azienda e la centralità di questo percorso: «A fronte del nostro fabbisogno aziendale, (turn over negativo del 9%) abbiamo dato la nostra totale disponibilità alla sperimentazione, proponendoci come vero e proprio laboratorio in stretta alleanza con la Regione del Veneto.
Dobbiamo ora focalizzarci sui numeri della sperimentazione per trovare il giusto equilibrio. Avevo lavorato a questo progetto col dr Costa in altra veste istituzionale e, ora che i tempi sono maturi, sono felice di poter darne applicazione proprio qui a Belluno, un territorio che per ragioni storiche e geografiche si presta alla perfezione a questa iniziativa. Siamo pronti a mettere in campo tutta la nostra capacità organizzativa per un'attenta gestione delle risorse umane, garantendo ai professionisti in arrivo dei solidi percorsi di supporto e di integrazione professionale, oltre che di integrazione nel tessuto sociale. Il percorso sarà condiviso con i dipendenti in servizio. L’ulss Dolomiti poi si presta particolarmente ad essere un laboratorio di innovazione».
“La scelta di Belluno come area di partenza della sperimentazione non è casuale – fa notare Gerosa – perché abbiamo tenuto conto della presenza nel territorio di una rete istituzionale e formativa e associativa molto favorevole allo sviluppo del progetto, del legame storico con le comunità dell’emigrazione veneta e bellunese all’estero, della presenza della sede di Feltre del Corso di Laurea in Infermieristica dell’università di Padova e delle progettualità territoriali già attive in materia di residenzialità e accoglienza. L’ampia presenza istituzionale di oggi dimostra
che è la scelta giusta, perché per la buona riuscita dell’iniziativa sarà necessario il coinvolgimento coordinato dei soggetti istituzionali territoriali, formativi, professionali e associativi come la Prefettura, l’Ulss Dolomiti, l’Università di Padova, gli Enti Locali, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Belluno e le reti associative del territorio”.
L'incontro è proseguito con l'analisi della bozza del Protocollo d'intesa, documento che fissa il quadro formale di questa collaborazione e suggella l'alleanza tra la Regione Veneto, l'ULSS 1 Dolomiti e il ricchissimo ecosistema istituzionale e sociale del Bellunese, pronto a fare da apripista per definire un modello che, una volta testato, potrà essere replicato in altri contesti regionali ed ad altre figure professionali.
Tutti gli stakeholders, dall’Università di Padova alla Prefettura, dai Comuni alla Provincia, dall’ordine delle professioni infermieristiche all’ATER all'Associazione Bellunesi nel mondo hanno dato piena disponibilità operativa per far funzionare il progetto.
Ultimo aggiornamento: 03/08/2026 17:23

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