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C'è da Fare Safe Teen Dolomiti

Oltre 1.100 ore di interventi specialistici e un miglioramento del funzionamento globale degli adolescenti coinvolti. Il progetto prosegue per altri 12 mesi con un contributo di 65.000 euro di C’è Da Fare ETS.
Prosegue la collaborazione tra C’è Da Fare ETS e ULSS1 Dolomiti per il sostegno agli adolescenti in condizioni di disagio psichico e alle loro famiglie. Sono stati presentati oggi all’Ospedale di Feltre il bilancio della prima annualità di C’è Da Fare Safe Teen Dolomiti e i percorsi previsti per la seconda, finanziata dall’associazione con 65.000 euro.
L’incontro si è aperto con l’intervento di Achille Di Falco, Direttore Generale di ULSS1 Dolomiti. Cristina Micheluzzi, Direttrice della UOC Infanzia Adolescenza Famiglia e Consultori ha illustrato il percorso insieme all’équipe multidisciplinare del progetto. In collegamento è intervenuto Paolo Kessisoglu, cofondatore e Presidente di C’è Da Fare ETS, per raccontare l’impegno dell’associazione e la prosecuzione delle attività. È stato inoltre proiettato un contributo video di Gianluca Marchesini, Dirigente Psicologo presso l’Ospedale Niguarda e membro del Comitato Tecnico Scientifico di C’è Da Fare, dedicato al modello operativo CDF Safe Teen.
Avviato il 1° ottobre 2025, CDF Safe Teen Dolomiti offre percorsi ambulatoriali territoriali ad alta intensità assistenziale ad adolescenti in condizioni di grave disagio psichico residenti in Ulss Dolomiti, con interventi svolti anche a domicilio e nei loro contesti di vita. Il progetto si rivolge a giovani per i quali il trattamento ambulatoriale ordinario non è sufficiente, ma non è indicato o possibile l’inserimento in percorsi residenziali o semiresidenziali. La prima annualità è stata realizzata anche grazie al sostegno di Clivet S.p.A., che ha contribuito con 30.000 euro.
Nel suo primo anno, da ottobre 2025 a settembre 2026, il progetto ha accolto 11 adolescenti tra i 13 e i 18 anni, con un’età media di 17 anni, per il 70% di genere femminile e il 30% maschile, provenienti da diversi territori della provincia. I percorsi hanno riguardato quadri clinici complessi, tra cui disturbi ansioso-depressivi con autolesionismo e presenza di ideazione o tentativi di suicidio, disturbo ossessivo-compulsivo, ritiro sociale e scolastico e gaming disorder.
La presa in carico è stata affidata a un’équipe multidisciplinare integrata, composta da personale di ULSS Dolomiti  e professionisti dedicati al progetto, tra cui psicologhe psicoterapeute, neuropsichiatri infantili, educatrici professionali e terapisti occupazionali.
Sono state erogate 1.102,5 ore di interventi diretti, tra psicoterapia individuale, terapia familiare, colloqui con i genitori, visite neuropsichiatriche e interventi educativi domiciliari: una media di circa 100 ore per ciascun adolescente e la sua famiglia. Includendo le attività di équipe e di programmazione, l’impegno complessivo è stato di 1.634,5 ore, con una media indicata da ULSS Dolomiti  di 163 ore per adolescente. 
Accanto agli interventi individuali e familiari, sono stati realizzati gruppi terapeutici, psicoeducativi ed esperienziali per adolescenti e genitori. Attività come la realizzazione condivisa di una fioriera, la cucina di gruppo e il disegno delle emozioni hanno offerto ai giovani occasioni di espressione e confronto in uno spazio privo di giudizio.
Le testimonianze raccolte restituiscono il valore di questo percorso anche per le famiglie: “Ci rivolgeremo ancora a questo servizio perché è di grande aiuto, supporto ed è istruttivo. Abbiamo vissuto una vera crescita genitoriale”, hanno dichiarato i genitori.
Una delle adolescenti, al termine del primo anno, ha descritto così il proprio percorso: “A chi farà il prossimo gruppo dico: mettetevi in discussione e non abbiate fretta. Cercare di arrivare subito all’obiettivo saltando le tappe è come costruire un castello di carte: basta un soffio di vento perché cada. Se invece ti prendi il tuo tempo e procedi a piccoli obiettivi, è come costruire un castello con i LEGO: molto più solido e stabile”.
“I dati confermano l'efficacia di un modello assistenziale capace di uscire dagli ambulatori tradizionali per entrare nei contesti di vita dei nostri ragazzi”, dichiara Achille Di Falco, Direttore Generale di ULSS 1 Dolomiti. “In un territorio vasto e geograficamente articolato come il nostro, intercettare precocemente il disagio e sostenere le famiglie significa prevenire l'aggravamento e ridare futuro ai nostri giovani. Ringrazio di cuore C’è Da Fare ETS, la Dott.ssa Micheluzzi, l'équipe clinica ed educativa e tutti i partner per aver dimostrato cosa significa fare rete attorno alle fragilità giovanili.”
Dopo il primo stanziamento di 60.000 euro nel 2025, C’è Da Fare ETS, fondata da Paolo Kessisoglu e Silvia Rocchi, ha rinnovato per altri 12 mesi il sostegno a CDF Safe Teen Dolomiti, destinando 65.000 euro alla nuova annualità. Il rinnovo, avvenuto a giugno in occasione della 24h di Feltre, permetterà di dare continuità ai percorsi ambulatoriali ad alta intensità già avviati e di prendere in carico nuovi adolescenti.
È stata prevista inoltre l’introduzione di un modulo di media intensità della durata di sei mesi, rivolto agli adolescenti che, concluso il primo protocollo, hanno ancora bisogno di supporto e accompagnamento prima del passaggio alla presa in carico ordinaria.
“Dare continuità a questo progetto significa accompagnare gli adolescenti e le loro famiglie per il tempo di cui hanno bisogno”, dichiara Paolo Kessisoglu, cofondatore e Presidente di C’è Da Fare ETS. “Con il rinnovo vogliamo proseguire i percorsi avviati e offrire questa possibilità ad altri giovani. Il modulo di media intensità permetterà inoltre un passaggio graduale verso l’assistenza ordinaria per chi necessita ancora di supporto. Ringraziamo ULSS1 Dolomiti e tutte le realtà che ci affiancano e rendono possibile questo impegno”.
Nel 2026, il progetto riceverà anche il sostegno di Fondazione Cariverona, con un contributo di 25.000 euro destinato proprio a CDF Safe Teen Dolomiti.
La prosecuzione delle attività si inserisce in un legame con il territorio consolidato anche attraverso la partecipazione dell’associazione alla 24h di Feltre, occasione di raccolta fondi a favore dei propri progetti per la salute mentale giovanile. Un ringraziamento particolare va al Pedale Feltrino, nelle persone di Anna Valerio e Ivan Piol, per l’organizzazione della manifestazione, il supporto e la vicinanza costante, e alla famiglia Cremonese, che da anni accompagna con generosità l’impegno di C’è Da Fare.
Il progetto prevede il monitoraggio periodico degli interventi e la valutazione dei risultati attraverso indicatori quantitativi, strumenti diagnostici e di follow-up e questionari di soddisfazione rivolti ad adolescenti e famiglie. Questa attività si inserisce nel coordinamento nazionale dei progetti promossi da C’è Da Fare ETS per la salute mentale in età adolescenziale.
Accanto a ULSS 1 Dolomiti, la rete riunisce ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, AOU Meyer IRCCS di Firenze e Istituto Giannina Gaslini di Genova. Nato per favorire il confronto tra équipe, la condivisione di dati e buone pratiche e la replicabilità del modello CDF Safe Teen, il coordinamento ha portato all’avvio di uno studio multicentrico nazionale dedicato alla valutazione dei percorsi e degli interventi realizzati.
 
C’è Da Fare ETS
C’è Da Fare ETS è un ente non profit fondato nel 2023 da Silvia Rocchi e Paolo Kessisoglu con l’obiettivo di sostenere adolescenti in condizioni di sofferenza psicologica e psichiatrica acuta. L’associazione sviluppa e finanzia progetti concreti, replicabili sul territorio nazionale, in collaborazione con ospedali, UONPIA e altri enti sanitari impegnati nella presa in carico di adolescenti e famiglie in grave difficoltà.
Accanto all’attività progettuale, C’è Da Fare promuove informazione e sensibilizzazione sui temi della salute mentale e realizza raccolte fondi, eventi e iniziative sportive e culturali a sostegno dei propri interventi.

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