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Zecche e salute

L'ULSS1 Dolomiti fa il punto sulla prevenzione contro la TBA

Data di pubblicazione: 03 aprile 2026

La testimonianza di Alberto: “Rimandare il vaccino è stato un errore”
Con l’arrivo della primavera, l’Ulss 1 Dolomiti riaccende i riflettori sulla prevenzione delle malattie trasmesse da zecche, un tema di grande rilevanza per il territorio. Nel punto stampa odierno, l’Azienda Sanitaria ha presentato i dati aggiornati sulla diffusione dei parassiti, rilanciato la campagna vaccinale contro l’Encefalite da Zecca (TBE) e illustrato le corrette pratiche di prevenzione.

La storia di Alberto: il dramma della TBE e la lunga strada verso l’autonomia
A dimostrare la severità dell’infezione da TBE è la storia di Alberto. Barista di 45 anni residente a Borca di Cadore, ha voluto lanciare un forte messaggio di sensibilizzazione: “Ho continuato a rimandare il vaccino, è stato un errore e purtroppo mi è arrivata la mazzata”. Il suo calvario è iniziato durante il lavoro, quando a un certo punto non sentiva più la gamba. Dopo l’accesso al Pronto Soccorso di Pieve di Cadore, è stato subito preso in carico dalla Rianimazione di Belluno che ha fatto la diagnosi di TBE e gestito la fase critica.
Come evidenziato dai dati medici, dopo la fase acuta dell’encefalite circa la metà dei pazienti mostra sintomi persistenti fino a 6-12 mesi, con compromissioni gravi nel 30% dei casi.

Fortunatamente per Alberto c’è stato un lento e graduale risveglio, con la fisioterapia iniziata già durante il ricovero in riabilitazione. Successivamente è stato spostato a Motta di Livenza, dove in 7 mesi ha iniziato a diventare autonomo. Oggi il suo percorso prosegue al centro di riabilitazione di Lamon per fargli raggiungere il massimo delle autonomie possibile. Qui viene supportato anche da strumentazioni innovative come la realtà virtuale, una terapia che potrà continuare anche a casa e le cui immagini sono state mostrate durante la presentazione dell’Ulss e da una équipe multiprofessionale che si prende cura anche degli aspetti di reinserimento sociale. Dopo quasi un anno, domani Alberto tornerà a casa per un permesso, anche utilizzando speciali ausili.

Sorveglianza e diffusione nel territorio
Nel territorio dolomitico la specie più diffusa è la Ixodes ricinus, che necessita di un’umidità ambientale superiore all’80% e si trova in aree boschive, urbane e di pascolo. Per monitorarne la diffusione è attivo il progetto MONZEC, che tramite una specifica APP traccia la presenza del parassita in provincia di Belluno, avvalendosi dell’aiuto delle Associazioni Venatorie e della Polizia Provinciale. I dati della sorveglianza attiva del 2025 hanno evidenziato che il 38% delle zecche analizzate è risultato positivo al batterio Borrelia spp. (responsabile della Malattia di Lyme), mentre l’1% è risultato portatore del virus della TBE. A livello clinico, nel corso del 2025 l’Ulss Dolomiti ha diagnosticato 12 casi di TBE, mentre nel periodo da gennaio a marzo 2026 non si registrano ancora contagi.

Regole d’oro per la prevenzione
L’Ulss 1 Dolomiti ribadisce l’importanza della prevenzione generale durante le escursioni: è raccomandato indossare abiti protettivi chiari, restare sui sentieri, utilizzare repellenti e fare un attento controllo visivo di cute e indumenti a fine passeggiata. In caso di puntura, la zecca va rimossa quanto prima (misura fondamentale per prevenire la Malattia di Lyme) con una pinzetta, tramite trazione perpendicolare e senza schiacciare il corpo del parassita. Non bisogna mai applicare sostanze come alcol o vaselina prima dell’estrazione. È fondamentale proteggere anche gli animali domestici: la scelta dell’antiparassitario (collari, fialette spot-on, pastiglie o spray) deve essere valutata dal medico veterinario in base a localizzazione geografica, stile di vita ed età dell’animale.

Campagna Vaccinale anti-TBE: le sedute di aprile e maggio La vaccinazione rappresenta lo strumento di prevenzione più efficace ed è gratuita per tutti i residenti nella provincia di Belluno. Il ciclo primario prevede tre dosi (a 0, 1-3 mesi e 6-12 mesi), seguite da un primo richiamo dopo 3 anni e da successivi richiami ogni 5 anni (fino ai 60 anni di età). Ad oggi, il 22,7% della popolazione ha aderito alla campagna con almeno una dose, con percentuali del 30,6% in Cadore, 27,7% nel Bellunese, 18,3% nell’Agordino e 17,1% nel Feltrino.

Per favorire l’adesione, l’Ulss prosegue le sedute vaccinali nei vari Centri di Vaccinazione della Popolazione (CVP):

  • Aprile: sedute programmate presso il Dipartimento di Prevenzione di Belluno (3, 8, 15, 22), CVP Cadore (20, 27), CVP Agordo (23), CVP Salce (24) e CVP Feltre (30).
  • Maggio: appuntamenti al CVP Salce (5, 12, 22, 26), CVP Feltre (7), CVP Cadore (11), Dipartimento di Prevenzione di Belluno (13, 15, 20, 27) e CVP Agordo (14).

I cittadini possono verificare il proprio stato vaccinale scaricando il certificato tramite il Fascicolo Sanitario Elettronico (Sanitàkmzero) con accesso SPID o CIE. È possibile prenotare la vaccinazione sul sito www.aulss1.veneto.it, scrivendo a vaccinazioni.bl@aulss1.veneto.it o telefonando al numero 0437 514525.

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Prevenzione e controllo delle malattie trasmesse da zeccheScarica
Ultimo aggiornamento: 27/04/2026 09:27

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