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Presentazione del progetto "rifugi sani e sicuri" alla ventinovesima edizione di "oltre le vette"

Data di pubblicazione: 09 gennaio 2026

Nell’ambito degli eventi in programma per la ventinovesima edizione di “Oltre Le Vette”, il Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss Dolomiti presenterà lunedì 12 gennaio 2026 alle 10.30 a Palazzo Crepadona il progetto “Rifugi Sani e Sicuri”.

Durante l’evento sarà illustrato il progetto, promosso dal Dipartimento di Prevenzione e nato con l’obiettivo di migliorare la qualità complessiva, la sicurezza sanitaria e la capacità di promuovere la salute dei rifugi, anche in vista dei prossimi appuntamenti olimpici che attendono le Dolomiti e il crescente afflusso turistico in montagna.

Inoltre, sarà consegnata la targa di “Rifugio Sano e Sicuro” a 11 nuovi rifugi che hanno completato il percorso di riconoscimento:

  • Rifugio Padova – Domegge di Cadore
  • Malga Dignas – San Pietro di Cadore
  • Rifugio Averau – Colle Santa Lucia
  • Col Toront – Nevegal (Belluno)
  • Rifugio Burz – Arabba
  • Rifugio Croda da Lago – Cortina d’Ampezzo
  • Rifugio Giussani – Cortina d’Ampezzo
  • Rifugio La Grava – Nevegal (Belluno)
  • Rifugio Nuvolau – Cortina d’Ampezzo
  • Baita Civetta Al Casot – Val di Zoldo
  • Rifugio Fedaia – Rocca Pietore

Tutta la cittadinanza è invitata. Per informazioni e prenotazioni: www.oltrelevette.it

Il progetto

Per essere definito “sano e sicuro”, i rifugi che aderiscono al progetto devono non solo rispettare la normativa igienico-sanitaria di settore, ma anche dimostrare di possedere almeno cinque requisiti tra i seguenti:

  1. possesso di un defibrillatore semiautomatico esterno DAE con accessori, sottoposti a corretta manutenzione (presa in carico a cura della centrale SUEM 118);
  2. formazione dei dipendenti per l’esecuzione di manovre di primo soccorso e/o per l’utilizzo del defibrillatore semiautomatico esterno DAE (corso BLSD);
  3. disponibilità di sfigmomanometro per la misurazione della pressione arteriosa;
  4. predisposizione di menù con indicazione delle sostanze alimentari che possono determinare allergie o intolleranze;
  5. garanzia di disponibilità di pasti privi di glutine;
  6. approvvigionamento idrico controllato;
  7. procedura che contempli il flussaggio di acqua corrente per almeno due minuti, per le camere che non siano state occupate da almeno cinque giorni (contrasto legionellosi);
  8. disponibilità di creme solari ad alto fattore protettivo e di cappelli con visiera/bandana, esposti in area ben visibile, che possano essere commercializzati su richiesta dei fruitori (prevenzione melanoma).

Dopo la valutazione di un apposito team, il rifugio può ottenere il riconoscimento di “Rifugio sano e sicuro”.

Partner del progetto sono l’Associazione Gestori Rifugi Alpini del Veneto (AGRAV), il CAI, Confcommercio, la Commissione Centrale Medica CAI e il Soccorso Alpino.

Ad oggi sono 52 i rifugi che hanno completato il percorso e ottenuto l’accreditamento.

Inoltre, l’iniziativa è stata diffusa a livello regionale: la Regione del Veneto ha esteso il modello a tutto il territorio, affidando all’Azienda ULSS 1 Dolomiti il ruolo di Ente capofila per la creazione della “Rete Regionale dei Rifugi Sani e Sicuri” e inserendo il progetto nel Piano Regionale di Prevenzione del Veneto.

Ultimo aggiornamento: 14/04/2026 15:09

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