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Fibroscan all'Ospedale di Belluno

L’Epatologia di Belluno, unità afferente alla Medicina Generale, ha ampliato la propria dotazione tecnologica grazie all’acquisizione di un nuovo FibroScan. Questa strumentazione rappresenta oggi il riferimento standard per la valutazione in modo non invasivo della fibrosi epatica.

Il nuovo macchinario andrà a supportare un reparto che si conferma un punto strategico nella diagnosi, nel trattamento e nel follow-up delle malattie del fegato: solo nel corso del 2025, il Centro ha infatti eseguito complessivamente 3.083 prestazioni, suddivise tra visite specialistiche, ecografie e procedure. L'Epatologia di Belluno si occupa di molteplici patologie, spaziando dalle epatiti virali e cirrosi, ai carcinomi epatocellulari, fino alle malattie autoimmuni e alle sempre più diffuse epatopatie metaboliche come MASLD e MASH. L'unità prende inoltre in carico i pazienti inseriti nei delicati percorsi pre e post-trapianto di fegato, operando in stretta collaborazione con i centri regionali specializzati di Verona e Padova.

Dotato di un Day Hospital dedicato con due posti letto per le procedure diagnostiche e terapeutiche (come biopsie epatiche e paracentesi), il Centro si distingue anche per l'innovazione farmacologica: è Centro prescrittore AIFA per i farmaci antivirali e per i trattamenti di seconda linea della colangite biliare primitiva, risultando tra i primissimi due centri in tutto il Veneto a prescrivere il farmaco Seladelpar in uso compassionevole.

"Il nuovo FibroScan rappresenta un importante investimento per la nostra struttura, volto a migliorare ulteriormente la precisione diagnostica e rafforzare l’offerta assistenziale dell’Epatologia di Belluno," dichiara il commissario Giuseppe Dal Ben. "Soprattutto alla luce della crescente diffusione delle epatopatie metaboliche, dotare i nostri professionisti di tecnologie all'avanguardia significa garantire ai cittadini del nostro territorio cure sempre più puntuali, sicure ed efficaci."

Alle sue parole fanno eco quelle del Primario, Annamaria  De Pellegrin: "L'arrivo di questa strumentazione è un salto di qualità fondamentale per la nostra attività clinica quotidiana. Poter valutare la fibrosi epatica in maniera del tutto non invasiva ci permette di ottimizzare la stadiazione della malattia e il monitoraggio dei pazienti nel tempo. Questo ci supporterà enormemente nell'ottimizzare i percorsi di cura per le migliaia di persone che si affidano annualmente al nostro centro."

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