COVID19: Parte il “Progetto sostegno psicologico”

Parte il progetto “sostegno psicologico” coordinato dalla psicologia ospedaliera dell’ULSS 1 Dolomiti  con il  contributo dell’AIL per l’attività degli psicologi e del Fondo Welfare Dolomiti provinciale, per la supervisione/formazione dei professionisti da parte di un Centro specializzato in psicologia dell’emergenza e di psicotraumatologia e la copertura dell’attività rivolta con chi è in quarantena nel week-end.

Il progetto di sostegno psicologico covid-19 prevede interventi rivolti:

  • agli operatori sanitari direttamente coinvolti nella cura e assistenza dei ricoverati per covid 19
  • ai malati ricoverati e alle loro famiglie, soprattutto per casi gravi e in presenza di decessi
  • a chi è in quarantena, positivo al tampone e/o in isolamento fiduciario
  • alla popolazione.

Da venerdì 20 marzo partirà il sostegno verso chi è in quarantena: il servizio sarà mediato dai volontari della Protezione Civile che ogni giorno contattano le persone in isolamento. Le persone in isolamento, quindi, potranno manifestare la necessità del supporto psicologico e saranno messe in contato con gli psicologi del team.

Sempre dal 20 marzo inizierà l’attività verso degenti e operatori sanitari delle tre unità operative direttamente coinvolte con la cura dei malati CODIV 19.

Inoltre,sono stati realizzati dei volantini informativi per affrontare il contagio emotivo nelle diverse fasce d’età: bambini, adulti e anziani/anziani con demenza.

«E’ un contesto nuovo, imprevisto che mai come ora nella storia sta coinvolgendo tutta la collettività  rendendo così quasi impossibile rimanere immuni da ansie e paure.  Quando il nostro sistema di allerta è tuttavia troppo attivato rischiamo di non agire in modo protettivo. E’ così necessario più che mai che ciascuno nella nostra comunità abbia il suo supporto a partire dai malati e dagli operatori che ora li curano, per continuare con tutta la popolazione almeno con informazioni psicoeducazionali utili a ristabilire  un minimo senso di sicurezza. La comunità in qualche modo è a rischio di ammalarsi, ed è la comunità insieme che potrà guarire», spiega la coordinatrice del progetto Francesca De Biasi.

Consigli per bambini

Consigli per adulti

Consigli per anziani

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